ottomarzopersempre

L’ottomarzo ricorda molti eventi  del secolo breve. Non solo il 1911, l’anno del rogo  di New York dove, nella  fabbrica tessile di Triangle quasi 150 donne persero la vita. Non solo l’8 marzo 1917, quando le donne di Mosca hanno manifestato per chiedere la fine della guerra.  Ma ogni giorno di ogni anno prima e dopo ovunque ci siano state, ci sono e ci saranno donne che lottano per emanciparsi, per trovare spazio ad un nuovo, diverso modo di intendere la società, le relazioni, i comportamenti, lo sviluppo del mondo, l’educazione dei bambini, l’organizzazione del lavoro.

E’ faticoso oggi, persino ricordare. E’ faticoso pensare che non si puo’ abbassare la guardia. Trovarci di fronte al mercimonio senza che si riesca a trovare luoghi di riflessione per il rispetto dei nostri corpi. La parola spetta alle donne. Nella loro autotedeterminazione del proprio corpo. Questo ci dicevamo e sembrava un elemento assodato. Eppure è un principio che viene violato ogni giorno, lasciando che questo corpo venga martoriato,  violentato e annientato, non solo dagli uomini purtroppo, quelli che si sentono depositari della scienza quella che manipolano a loro piacimento ma anche dalle donne che si prestano a quel gioco.  Non voglio qui entrare nel merito dei dibattiti sulla maternità surrogata, ad esempio, che comunque meritava da parte delle donne una visibilità ed un confronto che sono stati lasciati alle curie di tutti i tipi. Voglio solo ricordare che noi donne dobbiamo riprendere parola e affermare le nostre idee. Almeno quando si tratta dei nostri corpi. E quando parlo di donne non dimentico quelle che abitano tutto il pianeta, non solo quello opulento nel quale ci troviamo. Altrimenti ottomarzopersempre sarà solo ottomarzoperpoche. Il percorso intrapreso dalle donne non voleva e non dovrà essere elitario. Ma per far questo dobbiamo confrontarci, ed anche confliggere. Non c’è altro modo per vincere. E vinceremo!!

MAFALDA