Unione europea e congedo di maternità/paternità

Ci sono novità positive sulla durata del congedo di maternità e sull’obbligatorietà del congedo di paternità (due settimane a paga piena), in discussione al Parlamento Europeo.  Infatti la parlamentare europea Edite Estrela, del Partito Socialista Portoghese, ha presentato un rapporto che  va ben oltre la bozza di direttiva fatta dalla Commissione nell’ottobre del 2008.  La Commissione (che detiene il monopolio di iniziativa legislativa), con l’intenzione di aggiornare la vecchia direttiva 92/85/EEC, aveva proposto un congedo di 18 settimane invece che 14, suggerendo l’ipotesi della paga piena per le neo-mamme ma non chiedendone l’obbligatorietà.  La novità introdotta dal rapporto Estrela,  e non presente nella proposta iniziale della Commissione Ue, è infatti il congedo di paternità. Presente in molti Stati Ue, questo diritto non è mai stato formalizzato a livello comunitario. Altre disposizioni del rapporto Estrela prevedono l’estensione dei diritti di maternità alle lavoratrici indipendenti e domestiche, l’applicazione dei diritti alle coppie che adottano un bimbo di meno di 12 mesi d’età, l’impossibilità di licenziare le lavoratrici dall’inizio della gravidanza fino a sei mesi dopo la fine del congedo di maternità, e il diritto per le donne di riavere il posto occupato prima della gravidanza o un impiego di uguale categoria. Periodi addizionali di congedo (sempre a paga piena) possono essere assegnati in casi di nascite premature, di neonati disabili, di madri minorenni o disabili, di nascite multiple o di parto che avviene entro 18 mesi dal precedente. Inoltre le gestanti – propone il rapporto Estrela – potranno chiedere (tramite certificato medico) di essere esentati dai turni di notte per le 10 settimane antecedenti il parto e durante l’intero periodo di allattamento.

Naturalmente siamo ancora a livello di proposte, ma almeno è stato messo nero su bianco!!

 

Novda, 25 febbraio 2010