|
Le colf che offrono servizi alla persona hanno raggiunto nel nostro Paese la cifra di 1,1 milioni. Straniere nel 95% dei casi. Il Seminario dal titolo ''Servizi alla persona: chi sono, da dove vengono, e come lavorano le assistenti familiari'' , organizzato dalla Uil e da Progetto Sud-Uil, e presentato ieri a Roma dal segretario confederale, Guglielmo Loy, ha evidenziato questo fenomeno in espansione.
Lo testimoniano i dati relativi al decreto flussi 2007 per i quali su poco meno di 700 mila domande presentate, quasi 400 mila erano relative all'assunzione di lavoratori domestici. Tra essi, solo il 43% delle lavoratrici presenti nel nostro paese risulta essere stato messo in regola con i contributi previdenziali Inps, il restante 60% circa, continua a lavorare in nero.
Per questo il sindacato ha avviato in collaborazione con la Regione Lazio, un progetto che si e' proposto di informare gli assistenti familiari sui loro diritti e tutele, di mettere in contatto la domanda e l'offerta di lavoro, di assistere sia le lavoratrici che i datori di lavoro nella regolarizzazione dei contratti di lavoro, e combattere, dunque, la piaga del lavoro nero o illegale.
Nel Lazio, infatti, su circa 1210 ''badanti'' extracomunitarie residenti nella Regione quasi il 60% lavorano in tutto o in parte in nero e comunque dichiarano di guadagnare meno di 800 euro al mese, se a nero, e più di 1000 se regolarizzate, lavorando, a volte, sino a 60 ore settimanali.
L'80% di questo esercito é composto da donne straniere, il 60% latinoamericane, con un'età media vicina ai 45 anni, in maggioranza laureate, il più sposate e con figli nati o fatti venire in Italia. L'80% lavora a tempo pieno ed il 30% convive con il datore di lavoro.
Donne che contribuiscono spesso totalmente al sostentamento delle loro famiglie in patria. Oltre la metà spedisce ogni mese un terzo di quanto guadagnato curando l’anziano/a (al lavoro di cura è preposto circa il 55%) o il/la minore (nel 18% dei casi).
Un lavoro, quello di cura, ritenuto estenuante e mal pagato, per questo la quasi totalità di chi lo volge, aspira ad altro e lo cambierebbe subito.
29 gennaio 2008 |