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Nella regione orientale del Congo si perpetrano nefandezze nei confronti di donne e bambine di una crudeltà inenarrabile: la Croce Rossa Internazionale parla di violenza sistematica come è accaduto ad una piccola di 11 anni stuprata da un uomo di 20.
Le Nazioni Unite hanno denunciato 27.000 casi di abusi sessuali commessi nel 2006 nella regione del Kivu, mentre nel luglio scorso Yakin Erturk, esperto Onu per i diritti umani, ha precisato che nell'anno in corso sono stati già riportati 4.500 casi di violenza sessuale, anche se con molta probabilità il numero reale è molto più alto.
"Le donne sono brutalmente violentate da bande, spesso davanti alle proprie famiglie e comunità” – ha denunciato l'inviato dell'Onu - in numerosi casi i parenti maschi sono stati costretti sotto la minaccia delle armi a stuprare le proprie figlie, madri e sorelle. Spesso le donne vengono mutilate con armi da fuoco o coltelli dopo essere state stuprate.
Circa 100 donne ogni mese chiedono assistenza sanitaria alla Croce Rossa a causa di stupri e torture che non risparmiano nemmeno ragazzini e uomini.
Gli aguzzini fanno parte di gruppi di ribelli, molti dei quali riversatisi in Congo dopo il genocidio del 1994 nel vicino Ruanda.
Tra gennaio e settembre 2007, le strutture mediche sostenute dall'UNCEF hanno fornito assistenza medica e psicosociale a 1.113 sopravvissuti di violenze sessuali, il 20% dei quali sono bambini.
Il tutto nella quasi totale indifferenza della stampa nazionale, molto occupata a raccontare le diatribe tra Veltroni e Berlusconi che stanno cercando di modificare una legge elettorale a loro immagine e somiglianza. Ma Veltroni non voleva partire missionario in Africa?
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