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lettera a Clio Napolitano |
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Carissima Clio Napolitano, sono la Presidente di un’Associazione contro la violenza alle donne e mi ha fatto molto piacere leggere la tua ferma presa di posizione contro un triste fenomeno che nel nostro Paese vede morire una donna ogni due giorni. Non mi sono peraltro sorpresa di questa tua sensibilità conoscendo un po’ la storia della tua vita e l’impegno politico che per alcune generazioni di donne ha rappresentato un legame inscindibile con la propria esistenza. Come ben sai insieme alla meritoria attività condotta dai mass media esiste il volontariato di molte donne che cerca di porre un freno al fenomeno attraverso attività di vario tipo: consulenze gratuite, assistenza giuridica e psicologica, convegni, interventi nelle scuole e con le istituzioni. Peccato che di tutto questo lavoro spesso non vi è sensibilità alcuna da parte di certi Organismi pubblici locali (vedi Regione Lazio) che non stanziano più un euro per il rimborso spese di queste attività. Anzi spesso, come è accaduto e accade anche per Assolei Onlus, l’Associazione che Presiedo da dieci anni e che esiste da venti, vengono sottratti i fondi a suo tempo stanziati e non rimborsate le spese neppure per Bandi vinti e relativi interventi svolti, rendicontati e approvati. Spese sostenute in mesi di attività e di lavoro per contrastare la violenza contro le donne da parte di professioniste volontarie che hanno profuso tempo e impegno. Siamo al limite ormai della sopravvivenza. Così, noi che contrastiamo la violenza, rischiamo di morire per indigenza. Un caro, cordiale saluto, Dalila Novelli
P.S. convengo con te sulla bruttezza del neologismo "femminicidio". Ma le parole esistenti, come sai, molto spesso non tengono conto di una specificità che spesso ci esclude in vita e ...purtroppo anche nella morte. Faremo uno sforzo di fantasia per trovare un termine meno dispregiativo!
Novda, 09/05/2012
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