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La Corte di Giustizia Europea boccia l’Italia sull’immigrazione |
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La Direttiva 2008CE/115 sui rimpatri di extracomunitari in caso di soggiorno irregolare" era stata chiara. E la Corte di Giustizia europea elenca tutte le "difformità". Con la nefasta legge italiana del 15 luglio 2009 con la quale il Governo Berlusconi, complice la Lega, introduce il reato di clandestinità. Fra queste difformità, il fatto che la legge italiana prevede l'accompagnamento coattivo alla frontiera come modalità ordinaria di espulsione mentre la direttiva dispone che la modalità ordinaria sia il rimpatrio volontario. Il "trattenimento" nei cosiddetti centri di identificazione e di espulsione, inoltre, nelle legge italiana viene disposto in tutti i casi in cui non si può eseguire l'espulsione immediata mentre, secondo la direttiva, il trattenimento non dev'essere automatico. Ma soprattutto la legge italiana è in contrasto con il diritto comunitario perché contempla il ricorso alla pena detentiva (fino a 5 anni) per punire la mancata partenza volontaria nonostante la notifica di un ordine di allontanamento. E' proprio questa "difformità" in materia di carcerazione che ha provocato la sentenza di condanna dell'Italia da parte della Corte di Giustizia.
Le sanzioni per inadempienza. Va sottolineato, a questo punto, che il governo italiano si è ben guardato di recepire la direttiva 115 nonostante avesse dovuto farlo entro il 24 dicembre dell'anno scorso. Il che costerà all'Italia altre sanzioni per l'inadempienza. E costringerà i giudici italiani chiamati a esprimersi su comportamenti che attengono al reato di clandestinità a non applicare la legge italiana ma ad obbedire al superiore diritto comunitario.
Novda, aprile 2011
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Ultimo aggiornamento ( Friday 29 April 2011 )
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