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Neppure i tutori dell’ordine rispettano le donne |
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A volte la cultura maschilista può avere la meglio perfino sulle rigide regole della deontologia e della formazione dei tutori dell'ordine. Una volta si pensava che le norme cavalleresche potessero tutelare le donne da ogni tipo di sgarbo, violenza o crimine. Oggi, neanche coloro che dovrebbero essere preposti alla tutela della sicurezza pubblica riescono a frenare gli istinti di sopraffazione e di violenza cui sono affetti ancora molti, troppi appartenenti al sesso maschile. E’ il caso di due militari della guardia di finanza che a Milano hanno approfittato di un controllo per abusare di una prostituta.
Più volte il movimento femminista ha denunciato la mancanza di tutele per le donne anche da parte di chi dovrebbe essere preposto a garanzia dell’incolumità di donne e uomini. E, giova ricordarlo, è anche questa la ragione che ha spinto molte donne ad autogestire la propria difesa, a proteggere la propria dignità di donne anche attraverso forme di associazionismo che, com’è noto, sono in numero preponderante di segno femminile. Certo è triste che dopo oltre un secolo di attivismo di genere ci troviamo ancora una volta a constatare che molti uomini, anche quelli che dovrebbero aver ricevuto adeguata formazione, non sono riusciti a superare la profonda barbarie che si annida in un atto di violenza nei confronti di un essere umano soprattutto se psicologicamente subordinato, e a provarne una profonda, indicibile vergogna!
Non a caso la legge contro la violenza sessuale prevede pene più pesanti nei confronti di coloro che hanno una posizione gerarchica superiore o esercitano un potere coercitivo. Speriamo che tali norme vengano applicate in modo esemplare, che la stampa ne dia il dovuto risalto, che i cavilli giudiziari e l'anestesia dell'informazione non ci facciano vivere la frustrazione di carnefici graziati che aggiungono al danno l'inevitabile beffa.
novda, 18 giugno 2009 |
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Ultimo aggiornamento ( sabato 20 giugno 2009 )
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