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Dalla parte delle bambine…afghane Stampa E-mail
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Più di ottanta bambine sono rimaste intossicate da un gas sprigionato nella loro scuola di Kunduz, nel nord dell'Afghanistan. Lo ha riferito un capo di polizia provinciale indicando come responsabili dell'attentato i Taliban, gli estremisti islamici che si oppongono fra l'altro all'istruzione femminile. Alcune scolare sono svenute, altre hanno dolori, vertigini e vomito.


Quando erano al potere (dal 1996 al 2001)  i Taliban abolirono ogni forma di istruzione femminile e la questione rimane controversa in gran parte dell'Afghanistan. Attentati simili a quello di oggi erano stati compiuti negli anni scorsi in altre parti del Paese, sebbene la presenza talebana sia più debole. Solo la settimana scorsa 20 bambine si erano ammalate per un sospetto avvelenamento in un'altra scuola di Kunduz. Nel sud e nell'est dell'Afghanistan, dove i Talebani controllano città e villaggi, le scuole femminili restano chiuse, gli insegnanti vengono minacciati e qualche bambina è stata sfigurata con l'acido.


Nonostante l'intossicazione, le bambine hanno un forte desiderio di  tornare a scuola: Naturalmente questo desiderio si scontra anche con le preoccupazioni dei genitori che dopo questi episodi sono molto restii a mandare le bimbe di nuovo a scuola.

 

La risposta a tutto ciò deve essere una forte presa di posizione mondiale. Un isolamento dei talibani e operazioni di intelligence. Basta con le speculazioni dei signori della guerra e delle potenze mondiali che fanno interventi di guerra tutti di facciata con nessun risultato per la vita di donne e bambine che sono le prime vittime dell’integralismo. Le associazioni debbono prendere posizioni contro tutte le forme di integralismo e chiedere interventi di protezione, osservatori dell’ONU, embarghi, e arresti dei responsabili.

 

Novda, 26 aprile 2010

 
Ci risiamo!! La RU486 ostacolata dai Governatori sotto controllo CEI Stampa E-mail
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Dopo l’ingresso a pieno titolo in Italia della RU486, in commercio da più di venti anni in 30 paesi nel mondo e utilizzata da più di un milione e mezzo di pazienti, da noi la “pillola della discordia” continua ad essere motivo di scontro tra le forze politiche dopo le dichiarazioni dei neo governatori di Piemonte e Veneto, Cota e Zaia, di tenere nei magazzini la pillola Ru486 frenando la diffusione su larga scala del farmaco e, ostacolando di fatto l’ applicazione della legge 194.

Il neogovernatore leghista della regione Piemonte, sembra intenzionato addirittura a non fare aprire le scatole del farmaco “maledetto” probabilmente in ottemperanza alle gerarchie cattoliche che hanno dato il loro contributo per un’elezione tra l’altro discutibile e risicata nei voti. Evidentemente ritiene che la sua elezione sia quindi da considerare "pro life" a tutti i costi, soprattutto quando i costi e la vita non sono suoi ma delle donne, della loro salute e dei loro corpi. Ci preme ricordare e a lui e al suo omologo veneto che la legge vale anche in Piemonte e nel Veneto, e che nella legge 194 non ci sono appigli legali per prevedere un ricovero forzato.

I due governatori dovrebbero sapere che l'Italia è uno Stato con leggi ben definite, e la 194, in quanto legge dello Stato, deve essere applicata obbligatoriamente in tutte le regioni italiane.

Quindi Assolei Sportello donna Onlus, così come le amiche dell’UDI Nazionale che hanno preso analoga posizione, ritiene che i neo governatori, evidentemente sotto controllo CEI, stiano sbagliando passo, sottovalutando le ragioni delle donne – comprese forse anche quelle che li hanno votati - e che non possono violare in alcun modo il loro diritto alla scelta informata, all’autodeterminazione sulla maternità e tutela della salute. E noi non resteremo a guardare il processo degenerativo di segno clericale, una cultura che oltretutto evoca immagini di tale disgusto pedofilo che sarebbe bene un atteggiamento di vergognoso silenzio da parte proprio dei politici che sono il frutto di quel sostegno e di quella cultura.
novda, aprile 2010

Ultimo aggiornamento ( mercoledì 07 aprile 2010 )
 
Consiglio regionale del Lazio maschiocentrico 11 donne su 70 consiglieri!! Stampa E-mail
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Impressionante, non c’è altro termine per definire la composizione del nuovo Consiglio Regionale del Lazio!! Una compagine di segno quasi esclusivamente maschile

Partiamo dai dati. Innanzi tutto è bene fare una prima distinzione fra elette e nominate:  infatti le elette vere e proprie, quelle che erano candidate nelle liste  sono state soltanto 5. Mentre, altre 6 consigliere entrano in Consiglio regionale esclusivamente per effetto del cosiddetto listino, quello che viene attribuito al Governatore solo a seguito della sua elezione e che quindi è frutto di una indicazione e non di una esplicita volontà di elettrici ed elettori né per effetto di un sostegno reale da parte delle liste di appartenenza.  

Per cui le Consigliere regionali del Lazio per il quinquennio 2010/2015 saranno in totale 11 su 70 che costituiscono il complesso degli eletti nel Lazio.

Un risultato davvero molto deludente!!

Le donne debbono cominciare a lavorare seriamente sugli effetti dei sistemi elettorali vigenti. Intanto non è possibile continuare ad affidarsi al caso, al generico appello “vota donna” che in assenza di una politica culturale femminista adeguata non produce alcun effetto se non quello di lavare la coscienza di chi proclama l’appello. Poi dobbiamo lavorare sull’applicazione dell’art. 51 della Costituzione

“Tutti i cittadini dell'uno o dell'altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge [cfr. artt. 56 c. 3, 58 c. 2, 84 c. 1, 97 c. 3, 104 c. 4, 106, 135 cc. 1, 2, 6, XIII c. 1]. A tale fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini.

La legge può, per l'ammissione ai pubblici uffici e alle cariche elettive, parificare ai cittadini gli italiani non appartenenti alla Repubblica.

Chi è chiamato a funzioni pubbliche elettive ha diritto di disporre del tempo necessario al loro adempimento e di conservare il suo posto di lavoro”

Ecco perchè anzichè fare proclami dobbiamo fare lobby e chiedere di modificare le leggi elettorali pensandole in funzione degli effetti: ad esempio partiamo dai collegi elettorali e chiediamo l’assegnazione di questi ad almeno il 40 per cento alle donne, già in applicazione dell’articolo 51 della costituzione!!!

Comunque di seguito trovate la composizione del nuovo Consiglio regionale del Lazio con le preferenze ottenute e suddivise per liste. Meditiamo, donne, meditiamo!!!

 


Al "listino" Per il Lazio che appoggiava la neo presidente Polverini sono andati 14 seggi

POLVERINI RENATA
MANDARELLI ALESSANDRA
CETRONE GINA
RAUTI ISABELLA

CARLINO ROBERTO
DE ROMANIS CARLO
MIELE GIANCARLO
PASQUALI FRANCESCO
D'AGUANNO ANNALISA
IRMICI PIER ERNESTO
CARDUCCI ARTENISIO FRANCESCO
NOBILI LIDIA
CAPPELLARO VERONICA
GIGLI RODOLFO
COLOSIMO CHIARA

Alla lista civica RENATA POLVERINI PRESIDENTE vanno 17 seggi grazie ai 646.010 voti (26,33%)
DI STEFANO ENZO - 4.546 eletto nella circoscrizione di FROSINONE
SCISCIONE GIANFRANCO - 2.941 nella circoscrizione di LATINA
Nessuno in quella di RIETI e VITERBO
Ecco l'elenco dei 15 consiglieri eletti a ROMA
BROZZI MARIO - 22.417
TARZIA OLIMPIA DETTA TARSIA - 21.545
MELPIGNANO GIUSEPPE - 17.111
SAPONARO FRANCESCO - 16.733
ABATE LUIGI DETTO ABBATE - 15.489
VICARI ALESSANDRO -13.499
PERAZZOLO MAURIZIO - 13.097
CASCIANI GILBERTO - 2.816
ILLUZZI NICOLA - 12.587
PASCUCCI ROCCO - 11.803
PARIS ANTONIO - 10.872
GATTI GIANFRANCO - 10.244
MIELE ANGELO - 10.047
BERNAUDO ANDREA - 9.554
PALMIERI PINO - 9.271
 

IL POPOLO DELLA LIBERTA' (che non era presente nella provincia di Roma) vanno 8 seggi grazie ai 291.044 voti (11,86%)
BATTISTONI FRANCESCO - 9.149 e
GABBIANELLI GIANCARLO - 8.484 per VITERBO
CICCHETTI ANTONIO - 13.946 eletto per la circoscrizione di RIETI
FIORITO FRANCO - 26.133 e
ABBRUZZESE MARIO - 22.144 a FROSINONE
FAZZONE CLAUDIO - 28.817,
GALETTO STEFANO - 20.565 e
DI GIORGI GIOVANNI - 10.453 eletti nella circoscrizione di LATINA
a ROMA la lista non è stata ammessa

All'UNIONE DI CENTRO con 150.204 (6,12%) vanno 3 seggi
FORTE ALDO
- 10.540 eletto nella circoscrizione di LATINA
SBARDELLA PIETRO
- 15.844 e
D'AMBROSIO RAFFAELE - 10.534 eletti a Roma

LA DESTRA avrà due seggi per via dei 97.878 voti ottenuti (3,99%)
STORACE FRANCESCO - 15.174
BUONASORTE ROBERTO - 4.050

Nessun seggio per le liste U.D.EUR POPOLARI - 21.205 (0,86%); ALLEANZA DI CENTRO - 17.864 (0,72%); RETE LIBERAL SGARBI 15.660 (0,63%); IL POPOLO DELLA VITA - LA VOCE CONSUMATORI - 12.533 (0,51%) e il PART.PENS. - 8.068 (0,32%)

 

Al "listino" Emma Bonino Presidente che appoggiava la candidata di Centro Sinistra va solo un seggio che è proprio di EMMA BONINO.

Il PARTITO DEMOCRATICO farà opposizione con 15 consiglieri eletti grazie ai 644.613 voti (26,28%)
PARRONCINI GIUSEPPE - 10.178 eletto nella circoscrizione di VITERBO
PERILLI MARIO - 5.569 eletto a RIETI
SCALIA FRANCESCO - 20.206 a FROSINONE
MOSCARDELLI CLAUDIO - 15.917 per la circoscrizione di LATINA
Ecco l'elenco dei consiglieri regionali del PD eletti a Roma:
ASTORRE BRUNO - 22.365
MONTINO ESTERINO - 21.745
PONZO UMBERTO DETTO CARLO - 15.958
DI STEFANO MARCO - 15.599
MANCINI CLAUDIO - 15.503
MEI MARIO - 14.775
FOSCHI ENZO - 14.297
LUCHERINI CARLO - 12.030
DALIA FRANCESCO - 11.306
DI CARLO MARIO - 10.517
D'ANNIBALE TONINO - 10.298

5 i rappresentanti per DI PIETRO ITALIA DEI VALORI. 211.420 voti (8,61%)
TEDESCHI ANNA MARIA - 3.028 eletta nella circoscrizione di FROSINONE
Gli altri 4 consiglieri sono stati eletti a ROMA
MARUCCIO VINCENZO - 8.030
BUCCI CLAUDIO - 7.187
COLAGROSSI GIOVANNI - 5.230
RODANO GIULIA - 4.919

Il partito della candidata alla presidenza, LISTA MARCO PANNELLA - EMMA BONINO con 81.017 voti (3,30%) avrà oltre alla Bonino altri 2 seggi
*BONINO EMMA - 10.017
ROSSODIVITA GIUSEPPE - 776
BERARDO ROCCO - 768 che subentrerà ad *Emma Bonino già eletta come rappresentante dell'opposizione.

SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA' totalizzando 77.118 voti (3,14%) avrà nel consiglio regionale 2 consiglieri.
NIERI LUIGI - 7.812
ZARATTI FILIBERTO - 5.839

RIFOND.COM. - SIN.EUROPEA - COM.ITALIANI hanno ottenuto un seggio con 67.357 voti (2,74%)
HACK Margherita - 7205

LISTA CIVICA CITTADINI/E PER BONINO ha conquistato un seggio. I voti per la lista sono stati 40.079 (1,63%)
CELLI GIUSEPPE - 6778

Un seggio anche per il PARTITO SOCIALISTA ITALIANO con 33.170 voti (1,35%)
ROMANZI LUCIANO - 1827

Alla FED. DEI VERDI sono bastati 29.727 voti (1,21%) per ottenere un seggio
BONELLI ANGELO
- 2589

Nessun seggio alla lista MARZOLI MARZIA RETE DEI CITTADINI. 14.684 voti (0,53%) per il listino e 7.858 voti (0,32%) per la lista.


novda, aprile 2010

 

 
Cassazione: clandestini espulsi anche se i figli sono in età scolare Stampa E-mail
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L'esigenza di garantire la tutela delle frontiere prevale sulle esigenze di tutela del diritto allo studio dei bambini. Marcia indietro della Cassazione di Milano sugli immigrati: i clandestini con figli minori che studiano in Italia non possono chiedere di restare nel nostro Paese sostenendo che la loro espulsione provocherebbe un trauma «sentimentale» e un calo nel rendimento scolastico dei figli.

Secondo il nuovo orientamento della Suprema corte, che smentisce una propria recente sentenza, l'esigenza di garantire la tutela alla legalità delle frontiere prevale sulle esigenze di tutela del diritto allo studio dei minori. Una decisione che ha sollevato molte critiche, nella politica tra le file dell'opposizione e nel mondo delle associazioni. Persino l'Onu ha commentato la vicenda, per bocca dell'alto commissario per i diritti umani Navi Pillay, che ha parlato di «decisione preoccupante». «Devo confrontare tale sentenza con la giurisprudenza già esistente sulla difesa e la tutela dei diritti dei bambini »- ha aggiunto

LE MOTIVAZIONI - Con la sentenza n. 5856 la Cassazione ha respinto il ricorso di un albanese, con moglie in attesa della cittadinanza italiana e due figli minori, residente a Busto Arsizio (Varese): chiedeva di poter restare in Italia in nome del diritto del «sano sviluppo psicofisico» dei suoi bambini che sarebbe stato alterato dall'allontanamento del papà.

I supremi giudici hanno risposto che è consentito ai clandestini la permanenza in Italia per un periodo di tempo determinato solo in nome di «gravi motivi connessi con lo sviluppo psicofisico del minore se determinati da una situazione d'emergenza».

Queste situazioni d'emergenza, però, non sono quelle che hanno una «tendenziale stabilità» come la frequenza della scuola da parte dei minori e il normale processo educativo formativo che sono situazioni di «essenziale normalità». Se così non fosse, dice la Cassazione, le norme che consentono la permanenza per motivi d'emergenza anche a chi è clandestino finirebbero con il «legittimare l'inserimento di famiglie di stranieri strumentalizzando l'infanzia».

Con questa pronuncia i supremi giudici superano la precedente decisione della stessa Cassazione che aveva dato il via libera alla permanenza di un papà clandestino, definendola «riduttiva in quanto orientata alla sola salvaguardia delle esigenze del minore, omettendone l'inquadramento sistematico nel complessivo impianto normativo» della legge sull'immigrazione.

E’ bene ricordare che le sentenze della Corte di Cassazione valgono solo per il singolo caso preso in esame e non “erga omnes” ma ovviamente si tratta di giurispudenza e non può che suscitare preoccupazione e aggiungere confusione nel difficile mondo degli immigrati e delle associazioni che ne tutelano i diritti e l’integrazione.

Novda, 12 marzo 2010
Ultimo aggiornamento ( venerdì 12 marzo 2010 )
 
Roma: l'Asl Roma E avvia offerta socio-sanitaria per immigrate/i Stampa E-mail
Avvisi - Avvisi

 Grazie a un'equipe integrata attraverso una postazione mobile costituita da
un camper attrezzato che raggiunge zone predefinite, dove prevalente è la presenza
di popolazione immigrata, l'Asl Roma E ha avviato nei giorni scorsi il progetto
'Tutti fuori', promosso dalla Direzione 20 e dall'Unita' operativa complessa dei
consultori familiari e rete immigrazione dell'azienda romana, Finalizzata
all’offerta socio-sanitaria territoriale in rete a favore della popolazione
immigrata residente nei distretti 17, 18, 19 e 20 di Roma
“ Già nella prima giornata di attivazione del progetto - riferisce una nota stampa -
i risultati raggiunti si sono rivelati più che soddisfacenti. Sono stati, infatti,
realizzati oltre 60 contatti, con l'invio successivo di gran parte delle persone
immigrate che si sono rivolte al Centro mobile dedicato ai corrispondenti servizi di
rete sull'immigrazione.
L'equipe provvede, dopo un primo colloquio, a distribuire materiale informativo,
effettuare alcune rilevazioni di carattere sanitario, rilasciare il tesserino
Stp/Eni e, nei casi che richiedono ulteriori approfondimenti, ad indirizzare la
popolazione nelle apposite strutture aziendali della rete immigrati. Specifica
attenzione è poi rivolta a donne e bambini, gli accessi dei quali alla rete
pediatrica, tra l'altro, risultano particolarmente rari. Il progetto si presenta
come un'iniziativa indubbiamente innovativa, sottolinea l'azienda: l'attivita'
socio-sanitaria esce, infatti 'fuori' dagli ambulatori per raggiungere sul
territorio le fasce di popolazione più disagiate e indirizzarle verso il servizio
pubblico. Diviene, inoltre, significativo momento di collaborazione per migliorare
la qualità di vita e contribuire al mantenimento della pace sociale. 
(Delt@ Anno VIII, n. 45 del 3 marzo 2010)

 

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